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Collana OttocentoDuemila, Italia-Europa-Mondo, 3

Il cinema nel fascismo
Gianfranco Miro Gori e Carlo De Maria (eds.)

(BraDypUS Communicating Cultural Heritage, Roma 2017)

Postfazione di Goffredo Fofi

La genesi di questo libro, come chiarisce Carlo De Maria nella Premessa al volume, si colloca all’interno di una rassegna pluriennale dedicata allo studio della storia contemporanea attraverso il cinema, nella convinzione che si possa capir meglio la storia della società italiana, in particolare quella del Ventennio, ricostruendo la storia del suo cinema. Mussolini e il fascismo, infatti, fecero del cinema una presenza culturale ed economica di grande rilievo nella vita del paese e nella formazione dell'immaginario collettivo. L’interesse del regime per il cinema non si traduceva automaticamente nel realizzare film di pura e semplice propaganda. Pur non mancando la censura, si preferiva, anzi, evitare l'insistenza propagandistica nelle storie che il cinema raccontava, riservandola invece ai documentari d'attualità dell’Istituto Luce, decisamente ideologici e “pubblicitari” del fascismo.

Nella convinzione che il cinema italiano nell'epoca fascista presenti ancora aspetti meritevoli di esplorazioni ulteriori, nonostante i notevoli studi già pubblicati, il presente volume propone una lettura del Cinema nel fascismo fondata sulla tradizionale suddivisione tra cinegiornali, documentari e film narrativi a opera rispettivamente di Silvio Celli, Marco Bertozzi e Gianfranco Miro Gori. A questo vasto campo di indagine sono accostati due casi di studio esemplari: uno nazionale e l'altro locale. Cinecittà, il principale intervento strutturale del regime nel settore, è analizzato da Sara Martin; il rapporto filmico tra il fascismo e la “provincia del duce”, Forlì, da Domenico Guzzo. Goffredo Fofi nella Postfazione colloca il cinema fascista lungo l'asse diacronico del cinema italiano, rilevando come il cinema del secondo dopoguerra sia stato debitore di quello del fascismo, del grande sforzo produttivo degli anni Trenta, delle sue strutture tecniche e organizzative.

Gianfranco Miro Gori (San Mauro Pascoli 1951) ha ideato e diretto la Cineteca del comune di Rimini. Poeta e saggista, ha organizzato festival del cinema e manifestazioni culturali in Italia e all'estero. Tra i non pochi libri da lui pubblicati, soprattutto in campo cinematografico, l'ultimo è Le radici di Fellini romagnolo del mondo (Il Ponte Vecchio, 2016).

Carlo De Maria (Bologna 1974) insegna Didattica della storia all’Università di Urbino, dirige l’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Forlì-Cesena e presiede l’Associazione Clionet. Tra i suoi ultimi lavori: Le biblioteche nell’Italia fascista (Biblion, 2016); Lavoro di comunità e ricostruzione civile in Italia (Viella, 2015); L’anarchismo italiano. Storia e storiografia (a cura di, Biblion, 2016, con G. Berti).

Gli altri autori del volume: Marco Bertozzi (Università IUAV di Venezia), Silvio Celli (storico del cinema), Goffredo Fofi (critico cinematografico e letterario), Domenico Guzzo (storico e documentarista), Sara Martin (Università di Parma).


Indice

  • Prefazione, di Elisa Giovannetti, Presidente della Rotta culturale Atrium
  • Premessa, Carlo De Maria, Direttore Istituto storico di Forlì-Cesena
  • Introduzione, Gianfranco Miro Gori
  • I cinegiornali Luce ovvero lo schermo e la propaganda obbligatoria per le masse, Silvio Celli
  • Alla ricerca del realismo. Forme, urgenze, paradossi del documentario italiano negli anni del fascismo, Marco Bertozzi
  • Sulla storicità dei film narrativi del ventennio fascista, Gianfranco Miro Gori
  • Cinecittà. L’idea, il progetto, Sara Martin
  • Forlì come “eterotopia” della provincia fascista. La “piccola Roma” nella propaganda del Luce, Domenico Guzzo
  • Postfazione, Goffredo Fofi
  • Indice dei nomi
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