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2. Introduzione

Enrico Giorgi

Il 27 maggio del 2006 è stata inaugurata ad Acquaviva Picena, nell'ambito di una Convenzione che coinvolge numerose istituzioni italiane e straniere, la sede locale del Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna e al suo interno del Centro Studi per l'Archeologia dell'Adriatico, nella splendida cornice di Palazzo Celso Ulpiani sulle mura del borgo medievale, messo a disposizione dal Comune di Acquaviva Picena. La struttura si propone come luogo deputato alla valorizzazione dei contatti e degli studi di archeologia relativi all'area medioadriatica del Piceno e della Dalmazia, con prospettive sia di didattica, sia di ricerca e con particolare attenzione agli aspetti tecnologici e sperimentali. Acquaviva rappresenta in quest'ottica un luogo la cui vocazione adriatica è esplicita e dove si vorrebbe far maturare un centro di eccellenza capace di accogliere gli studiosi e chiunque sia interessato a queste tematiche. In sintesi il Centro racchiude due anime: quella "universitaria" e quella "adriatica". Riguardo alla prima si tratta di un aspetto particolare della didattica universitaria legato alle attività di Laboratorio, inteso come momento applicativo di tecniche per l'analisi delle strutture archeologiche, e della loro disponibilità e fruizione all'interno di banche dati informatiche attraverso un apposito nodo di network (vd. 0.2). Riguardo alla seconda si intendono radicare su questo territorio le medesime iniziative propugnate dalla sede centrale con particolare rilievo nei confronti di un ambito geografico precipuo e con lo scopo di allestire una biblioteca tematica dotata dei principali repertori bibliografici.

Perché queste iniziative possano avere successo crediamo necessario coinvolgere il più possibile giovani studenti o studiosi locali e coltivarne gli interessi anche con iniziative di carattere divulgativo, che dovrebbero rendere le azioni non sterili ma fruttuose e capaci di innescare dinamiche virtuose per il futuro.

La pubblicazione di questo quaderno, che vorremmo fosse il primo di una serie, intende dunque rispondere a questa esigenza: rendere fruibili le attività svolte e agevolarne la circolazione. Si tratta in sintesi di un resoconto periodico delle iniziative legate al Centro acquavivano, rese possibili grazie al concorso di tanti studenti dell'ascolano e al supporto degli enti locali.

I temi affrontati in questo quaderno rispondono dunque a questo scopo e propongono la sintesi del seminario L'Adriatico, un ponte d'acqua di apertura del Centro, e di quello sulle Nuove ricerche archeologiche in Albania meridionale, tenuti nell'aula didattica del Centro. Una seconda sezione accoglie alcuni contributi relativi alle esperienze del Laboratorio di Rilievo delle Strutture Archeologiche svoltosi ad Acquaviva ma anche in altri siti dove le medesime metodologie sono state sperimentate con successo. Un ultima sezione è riservata alle tesi di argomento inerente, svolte da studenti afferenti al Centro Studi e disponibili in consultazione nella biblioteca annessa.

Questo contenuto fa parte del volume:
Groma 1. Archeologia tra Piceno, Dalmazia ed Epiro

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