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3.05 Il caso di Burnum (Croazia)

Alessandro Campedelli

Fig.3.05.01. La valle della Kerka
Fig.3.05.01. La valle della Kerka
Fig.3.05.02. Carta della provincia romana della Dalmazia con localizzazione dell'insediamento di Burnum
Fig.3.05.02. Carta della provincia romana della Dalmazia con localizzazione dell'insediamento di Burnum

Il sito dell'antica città di Burnum, oggi chiamato Suplja crkva (chiesa in rovina) o Supljaja (rovine), dagli archi di età romana ancora presenti in situ, sorge sulla sponda destra del fiume Krka (chiamato Titius in epoca romana), all'interno del Parco Nazionale della valle della Krka. L' area in cui sorse l'insediamento rappresenta uno dei pochi punti di agevole guado del fiume, di estrema importanza strategica sia perché il fiume scorre all'interno di un profondo canyon, che crea una possente barriera naturale, sia perché esso segnava il confine tra territorio occupato dai liburni, alleati dei romani, e dai dalmati, ostili a Roma.

L'occupazione romana di Burnum, a fini militari, iniziò dalla fine del I sec. a.C., e si concretizzò sul sito con la costruzione di un castrum atto a ospitare le legioni; secondo la testimonianza di Plinio, Burnum era annoverata tra i centri militari più importanti della provincia romana della Dalmazia. Nell'86 d.C. la Dalmazia venne proclamata provincia inermis, e la difesa del suo territorio non fu più affidata alle legioni, ma alle truppe ausiliarie; il castrum di Burnum si sviluppò così in un aggregato demico, successivamente proclamato municipio nel II secolo d.C.

La fine del municipio di Burnum coincide con la guerra greco-gotica, che colpì vari centri della Dalmazia settentrionale interna, e che determinò nel 536-537 d.C. il definitivo abbandono dell'insediamento.

Le evidenze attualmente in vista nel sito di Burnum si riducono, nell'area forense, a due arcate in blocchi di pietra locale, ritratte in un migliore stato di conservazione da un'incisione a corredo del Viaggio in Dalmazia dell'abate padovano Alberto Fortis (1774, vd. 6.06). Al di là di questa testimonianza storica, la conoscenza di quest'area si basa quasi esclusivamente su campagne di scavo compiute dall'Istituto Archeologico Austriaco di Vienna tra il 1912-1913 e il 1973-1974. A circa 400 metri di distanza in direzione ovest, è in corso di scavo dal 2003 dal Dipartimento di Archeologia dell'Università di Zara e dal Museo Civico di Drniš l'anfiteatro di Burnum, la cui principale fase edilizia appare riconducibile all'epoca vespasianea.

Fig.3.05.03. Veduta aerea dell'anfiteatro di Burnum (da Amphitheatre at Burnum 2006)
Fig.3.05.03. Veduta aerea dell'anfiteatro di Burnum (da Amphitheatre at Burnum 2006)

In più, a causa della guerra nella ex-Jugoslavia, la documentazione archeologica riferibile al sito di Burnum è andata incontro a un processo di smembramento, quando non di distruzione, cosa che attualmente impedisce la ricostruzione dei contesti di rinvenimento dei vecchi scavi.

Fig.3.05.04. Gli archi della basilica di Burnum ancora visibili in situ
Fig.3.05.04. Gli archi della basilica di Burnum ancora visibili in situ
Fig.3.05.05. Pianta cumulativa dei resti individuati durante gli scavi dell'Instituto Archeologico di Vienna nel 1912-19131913, con evidenziata l’area dei principali edifici del castrum (in grigio chiaro), le trincee compiute nel 1973-1974 (in grigio scuro) e la basilica forense (in tratteggio).
Fig.3.05.05. Pianta cumulativa dei resti individuati durante gli scavi dell'Instituto Archeologico di Vienna nel 1912-19131913, con evidenziata l’area dei principali edifici del castrum (in grigio chiaro), le trincee compiute nel 1973-1974 (in grigio scuro) e la basilica forense (in tratteggio).

I risultati delle due campagne di scavo (1912-1913 e 1973-1974) consistono nell'individuazione di due complessi cronologicamente successivi. Alla fase più antica (in grigio nella figura) apparteneva una struttura rettangolare, chiusa sul lato corto settentrionale da una serie di ambienti di cui uno centrale absidato. Le strutture più antiche furono abbattute per l'edificazione di un impianto forense più grande, avente lo stesso orientamento, caratterizzato da un'ampia basilica trasversale a chiusura del lato meridionale della piazza.

Il sito di Burnum è stato oggetto, tra 2005 e 2006, di due campagne del Laboratorio di Rilievo delle Strutture Archeologiche del Dipartimento di Archeologia di Bologna, volte alla sperimentazione di metodologie di indagine non invasiva a questo particolare contesto archeologico (vd. 5.02).

Fig.3.05.06. Gli archi della basilica di Burnum in un’incisione di Jacopo Leonardis tratta dal Viaggio in Dalmazia di Alberto Fortis (Bologna, Biblioteca dell’Archiginnasio)
Fig.3.05.06. Gli archi della basilica di Burnum in un’incisione di Jacopo Leonardis tratta dal Viaggio in Dalmazia di Alberto Fortis (Bologna, Biblioteca dell’Archiginnasio)

Questo contenuto fa parte del volume:
Groma 1. Archeologia tra Piceno, Dalmazia ed Epiro

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