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4.03.03. Gli edifici del quartiere a terrazze

Dhimitër Çondi, Enrico Giorgi

Il quartiere abitativo di Phoinike sorge nel settore C, sui primi terrazzamenti a sud del pianoro sommitale, e comprende due edifici principali le cui indagini furono iniziate dagli archeologi albanesi tra il 1989 e il 1991 e poi furono riprese e portate a compimento tra il 2000 e il 2003, all'interno del nuovo progetto italo-albanese (gli interventi di consolidamento e il progetto di restauro sono ancora in corso).

Planimetria generale del quartiere a terrazze
Planimetria generale del quartiere a terrazze

Questa area della città antica fu oggetto di un intervento di sistemazione, con l'edificazione dei terrazzamenti, tra la fine del IV e la prima metà del III sec. a.C., come è attestato dalle stratigrafie di riempimento di una delle poche strutture di terrazzamento ancora integre, il vano L. Si trattò della costruzione di muri di contenimento in opera trapezoidale pseudo-isodoma non troppo dissimili da quello di cinta settentrionale di questo settore della città (si vedano gli scavi sulle mura nel settore B, 4.03.02). Poiché tra i reperti diagnostici si segnalano alcuni frammenti di ceramica a vernice nera appartenenti a forme ben attestate dalla coeva necropoli nella città bassa, non è escluso che l'area fosse in precedenza adibita a uso funerario e forse addirittura esterna al circuito murario. In questa direzione parrebbero andare i dati desunti dallo stesso scavo delle mura, dove i resti di tombe ellenistiche paiono pure attestati. Occorre tuttavia ricordare lo stato ancora preliminare degli studi in questione.

Attorno alla metà del III sec. a.C. vennero impiantate la Casa dei Due Peristili, a nord-ovest, e le strutture più antiche della terrazza S, a sudest. Si tratta di edifici che occupavano questo articolato sistema di terrazzamenti, con strade inghiaiate o di terra battuta per i percorsi in quota e rampe per i raccordi verticali.

Proposta ricostruttiva della casa dei Due Peristili
Proposta ricostruttiva della casa dei Due Peristili

La Casa dei Due Peristili subì alcuni cambiamenti significativi ma rimase in uso fino all'abbandono dell'area, probabilmente a partire dal IV sec. d.C. La terrazza S invece fu sostanzialmente modificata in età romana. Infatti nella prima metà del I secolo d.C. fu impiantato un nuovo edificio di grandi dimensioni che occultò le strutture precedenti e invase parzialmente anche l'originaria area di competenza della Casa dei Due Peristili (in grigio nella planimetria). Si tratta di un edificio sviluppato su due piani, uno principale analogo a quello nobile della casa attigua e uno inferiore. Quest'ultimo si svolge sul lato sud-orientale e presenta una sequenza di stanzette quadrate servite da un lungo corridoio trasversale. L'edificio subì un primo parziale collasso nella prima metà del II secolo d.C. (forse a causa di un evento sismico) ma fu subito ricostruito seppure con alcune modifiche. Il successivo abbandono, coevo a quello della Casa dei Due Peristili, vide alcune sequenze di crolli spesso ben conservate che hanno permesso di effettuare rinvenimenti fortunati (come la statua di Artemide nel vano BF) e soprattutto di ricostruire con buon margine di affidabilità la fisionomia originaria dell'edificio. Si trattava infatti di una costruzione su vari livelli con un prospetto colonnato, un portico superiore che si apriva verso il panorama circostante. Sopra i livelli di crollo si impostò infine un'area di sepolture tarde e povere, forse connesse con il forte bizantino che Ugolini ricostruiva poco più a nord-est.

Proposta ricostruttiva della terrazza S
Proposta ricostruttiva della terrazza S

Questo contenuto fa parte del volume:
Groma 1. Archeologia tra Piceno, Dalmazia ed Epiro

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