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4.03.04. Il teatro di Phoinike

Riccardo Villicich

Le recenti scoperte avvenute nelle ultime due campagne di scavo (2005-2006) ci hanno svelato un quadro sempre più completo e definitivo del teatro di Phoinike, permettendoci così di affermare, con soddisfazione, che gli sforzi sin qui fatti sono stati ripagati da risultati importanti, in linea con le iniziali aspettative. Come più volte detto, gli scavi del teatro di Phoinike non hanno riportato in luce un complesso monumentale in condizioni di conservazione strabilianti: eventi traumatici e spoliazioni capillari hanno danneggiato e "spolpato" la struttura, riducendola, in alcuni settori, a poco più di uno scheletro. I suoi resti, tuttavia, grazie a un attento lavoro di scavo e di analisi, hanno il vantaggio di essere "illuminanti", poiché non solo narrano, in modo sempre più chiaro, le vicende di questo imponente monumento, ma indirettamente contribuiscono a "mettere a fuoco" i passaggi storici e gli avvenimenti che scandirono la vita della città di Phoinike.

Planimetria generale del teatro di Phoinike
Planimetria generale del teatro di Phoinike

Allo stato attuale delle ricerche, possono dirsi praticamente conclusi gli scavi nei settori dell'edificio scenico e dell'orchestra, oltre a quelli dell'analemma e della parodos occidentali; ben avviati sono anche gli scavi dell'analemma orientale e della contigua parodos, che quest'anno hanno fornito dati di grande importanza. Nuovi elementi, altrettanto interessanti, sono stati acquisiti, sempre nel corso di quest'ultima campagna, dalle indagini nella metà occidentale della summa cavea.

Particolarmente importante è stato il recente scavo dell'orchestra, grazie al quale è stato possibile riconoscere la presenza di ben due fasi strutturali di età ellenistica. Già nel 2005, infatti, erano stati rinvenuti i resti (la spalletta a valle e il fondo) di un euripo appartenente a una fase precedente, sostituito, poi, da quello attualmente visibile. La canaletta più antica era costruita in arenaria locale, mentre quella più recente è costituita da blocchi di calcare bianco. Per far posto al nuovo euripo, più largo, al nuovo camminamento e al ricostruito diazoma inferiore sono state sacrificate la proedria e le gradinate inferiori della prima fase. Per comodità, durante l'ingrandimento dell'orchestra, una gran parte dell'euripo più antico è stata lasciata in posto senza essere asportata (è stata asportata solo la spalletta a monte) e la vecchia canaletta è stata successivamente riempita con materiale di scarto. Uno strato di terra battuta ha poi sigillato tutto il semicerchio dell'orchestra. Alla luce della situazione estremamente favorevole è stato deciso di effettuare una serie di saggi nel riempimento fra l'euripo più vecchio e quello più recente. Il materiale ceramico rinvenuto in questi strati di riempimento rimanda ad un orizzonte cronologico inquadrabile nella seconda metà del II sec. a.C.

Sulla base dei dati finora in nostro possesso, emerge così, per il teatro di Phoinike, un quadro d'insieme composto da tre importanti fasi costruttive. La prima fase di età ellenistica , risalente al III sec. a.C. (probabilmente alla prima metà), è caratterizzata dall'impiego, come materiale da costruzione, di pietra arenaria grigio-giallastra proveniente direttamente dalla collina. Nella seconda fase, sempre di età ellenistica , inquadrabile, con tutta probabilità, nella seconda metà del II sec. a.C., vengono ricostruite integralmente: orchestra, proedria, diazoma inferiore e probabilmente parte dell'ima cavea. Sono inoltre ricostruiti, parzialmente o interamente, l'edificio scenico, che diventa più grande, le parodoi, che vengono adattate al nuovo, più lungo, edificio scenico e l'analemma occidentale. Questa fase è contraddistinta da una maggior profusione di mezzi e dall'utilizzo massiccio del calcare bianco di buona qualità, proveniente, plausibilmente, da cave non distanti da Phoinike.

I due euripi del teatro di Phoinike
I due euripi del teatro di Phoinike
Situazione dell’area dell’orchestra e della proedria
Situazione dell’area dell’orchestra e della proedria
Costruzioni tarde nell’area del teatro
Costruzioni tarde nell’area del teatro

La terza e ultima fase, in questo caso di età romana, consiste nel rifacimento pressoché integrale dell'edificio scenico; un intervento che si suppone sia databile ai primi decenni del III secolo d.C., a seguito di un possibile evento catastrofico di grande portata. Questo teatro "rinnovato" non sembra abbia goduto di una lunga vita; i dati archeologici lasciano presumere che probabilmente, già a partire dalla seconda metà del IV secolo d.C., la struttura iniziò ad essere spogliata e utilizzata come cava di materiale.

Alla luce di quanto esposto, i dati di scavo e le strutture riemerse dalla terra propongono problematiche stimolanti, soprattutto, come si è detto, se immaginate e interpretate in funzione della storia della città. è lecito chiedersi, in prima analisi, quali fossero la fisionomia e la statura politica della città di Phoinike al momento della costruzione del primo teatro della città. A questo proposito, nonostante l'utilizzo di materiale da costruzione di poco pregio, recuperato direttamente "in casa", le imponenti dimensioni del teatro lasciano supporre che agli inizi del III sec. a.C. la città di Phoinike costituisse una realtà urbana consolidata e in espansione, con la funzione determinante di centro di riferimento per un ampio territorio. Come si è detto, un altro passaggio storico decisivo avviene nella seconda metà del II sec. a.C. In questa fase, il teatro viene ingrandito e abbellito, dal punto di vista scenografico e strutturale, grazie all'impiego di materiale più pregiato e resistente. è verosimile che questa disponibilità di mezzi coincida con gli eventi storici successivi alla battaglia di Pidna, quando Phoinike inizia a emettere autonomamente moneta, assumendo indubbiamente un ruolo politico di primo piano in Caonia . Un altro dato interessante, che merita di essere considerato nel corso dei prossimi studi, riguarda la longevità dell'edificio scenico di età ellenistica (circa tre secoli e mezzo), rimasto in uso fino al III secolo d.C., senza evidenti rifacimenti nel I o II secolo d.C., contrariamente a quanto attestato nel caso di diversi teatri della Grecia e dell'Asia minore. Interessanti sono, infine, le fasi di abbandono e di spogliazione delle pietre del teatro; queste ultime "finanzieranno" per secoli gran parte delle nuove costruzioni di età bizantina.

Questo contenuto fa parte del volume:
Groma 1. Archeologia tra Piceno, Dalmazia ed Epiro

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