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4.03.08. Considerazione sulla documentazione ceramica di Phoinike

Anna Gamberini

Lo scavo di Phoinike ha restituito negli anni una notevole quantità di materiali ceramici che vengono di campagna in campagna inventariati, informatizzati, fotografati e disegnati al fine di raccogliere la maggior quantità di dati possibile, da rielaborare nel corso dell'anno. Tali materiali, provenienti da contesti pubblici (teatro e area dell'agorà, sulla quale si impianterà la basilica paleocristiana), da un contesto abitativo (Casa dei Due Peristili), e da un contesto funerario (area della necropoli meridionale), coprono un ampio arco cronologico che prende avvio nel IV sec. a.C. al più tardi e si sviluppa fino all'età medievale con una sostanziale continuità abitativa.

Gli elementi di novità riguardano principalmente i primi secoli di vita della città, essendo legati a una ricerca in corso che ha per oggetto il vasellame a vernice nera. Tale studio, che comprende anche le lucerne e i balsamari ellenistici, oltre alle coppe decorate a rilievo, sta portando da un lato al riconoscimento di vasellame "pre ellenistico", la cui presenza getta nuova luce su un periodo poco noto a Phoinike, dall'altro alla necessità di comprendere a fondo la ceramica a vernice nera, affiancando ai dati archeologici quelli archeometrici. Questi ultimi, frutto della collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Bologna, hanno evidenziato la certa presenza a Phoinike di una produzione di ceramica a vernice nera che sembra essere stata attiva già nella prima metà del III sec. a.C. sulla base della stratigrafia, dei confronti tipologici individuati fino a ora e dell'associazione con altri materiali mobili riferibili a tale ambito cronologico. Le stesse analisi hanno poi testimoniato la significativa presenza di importazioni attiche, attestate anche in secoli precedenti al IV a.C.

Proprio la presenza di materiali "pre ellenistici", fra i quali sono compresi frammenti attici figurati, costituisce un interessante spunto di riflessione rispetto alla genesi della città di Phoinike. Per quanto non siano numericamente significativi, tali ceramiche sono attestate, oltre che in contesti sporadici dalla collina, almeno in un corredo tombale della necropoli meridionale, e si riferiscono al periodo compreso tra i primi e gli ultimi decenni del V sec. a.C.

Lucerne rinvenute nella tomba 14 (necropoli meridionale, area S16, tomba 14)
Lucerne rinvenute nella tomba 14 (necropoli meridionale, area S16, tomba 14)
Balsamari fusiformi rinvenuti nella tomba 14 (necropoli meridionale, area S16, tomba 14)
Balsamari fusiformi rinvenuti nella tomba 14 (necropoli meridionale, area S16, tomba 14)
Frammento di matrice per coppa a rilievo dallo scavo della cd. Casa dei due peristili
Frammento di matrice per coppa a rilievo dallo scavo della cd. Casa dei due peristili
Frammento riferibile ad un “Cyma kantharos” rinvenuto in un contesto databile entro la prima metà del III secolo a.C. e che le analisi archeometriche indicano come prodotto localmente
Frammento riferibile ad un “Cyma kantharos” rinvenuto in un contesto databile entro la prima metà del III secolo a.C. e che le analisi archeometriche indicano come prodotto localmente

Questo contenuto fa parte del volume:
Groma 1. Archeologia tra Piceno, Dalmazia ed Epiro

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