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4.04.02. Gli scavi al Foro

David Hernandez

Nel presentare brevemente i risultati preliminari delle ricerche nell'area della piazza del foro d'età romana di Butrinto, colgo l'occasione per porgere un ringraziamento particolare al mio codirettore di scavo il Dhimitër Çondi. Si tratta di tre campagne di scavo (2004-2006) che si sono concentrate su un complesso ellenistico e romano, localizzato a oriente del teatro e del santuario di Asclepio; una posizione centrale in questo complesso è occupata da un edificio d' età romana, tripartito, che dominava il foro.

Planimetria dell’area centrale di Butrinto
Planimetria dell’area centrale di Butrinto

Gli scavi hanno ricostruito grossomodo 10 fasi principali di vita attestate nell'area. La prima si colloca tra l' età ellenistica e la tarda età repubblicana (III-I sec. a.C.), ed è caratterizzata dalla presenza di due grandi edifici (definiti A e B): un pozzo sacro posto nell'angolo nord-ovest del complesso e una canaletta collegata al pozzo che scarica verso sud attraversando tutto il complesso. Alle fasi di costruzione del primo dei due edifici è collegata una tegola con impresso un bollo che riporta il nome ARCHIMEDES. Il pozzo sacro domina dal punto di vista topografico il complesso ed è connesso, con ogni probabilità, al santuario di Asclepio. Vicino a questo si trova una piccola cascata, scavata nella roccia, che immette l'acqua proveniente dall' acropoli nella canaletta appena descritta. È possibile leggere nell'edificio in questione un portico, una stoà; l'area che risulta inquadrata dai due edifici ellenistici è possibile che corrisponda alla piazza dell' agorà della città ellenistica.

Veduta generale dell’edificio tripartito
Veduta generale dell’edificio tripartito

Nel periodo romano l'edificio ellenistico venne modificato in un edificio tripartito, che veniva a trovarsi a nord del foro. Sono state riscontrate quattro distinte fasi di attività edilizia, databili tra il I e il II secolo d.C. La costruzione dell'edificio tripartito ha richiesto un profondo taglio nella roccia a nord, in modo da avere una maggiore larghezza disponibile per l'edificio. Il risultato è un edificio a tre vani, che fa un grande riutilizzo dei blocchi degli edifici ellenistici precedenti, come per il tratto in opera pseudo-poligonale del muro nord del vano 2, che è costruito con i blocchi di fondazione dell'edificio ellenistico. L'intervento è datato all'età augustea, o al massimo alla fine dell'età repubblicana. Questo ci porta a pensare che la costruzione dell'edificio tripartito sia da mettere in corrispondenza con la colonizzazione augustea di Butrinto.

Planimetria delle fasi ellenistiche dell’edificio tripartito
Planimetria delle fasi ellenistiche dell’edificio tripartito

Le altre tre successive fasi romane sono facili da distinguere perché ciascuna di esse ingrandisce e alza la quota di calpestio dell'edificio tripartito. La fase 3 mantiene la planimetria della precedente, ma è durante questa che l'edificio prende la sua forma definitiva. Gli scavi del 2005 hanno portato alla luce per la prima volta il pavimento in lastre calcaree del foro; nel 2006 venne scavato anche il suo lato est. La sistemazione architettonica prevede cinque gradini di marmo che dal pavimento della piazza forense conducono alla quota dell'edificio tripartito. Questi gradini sono stati per lo più spogliati, a eccezione del lato est, dove si conservano ancora tutti e cinque. Alla sommità della scalinata si trova un muro in mattoni che forma un'ampia anticamera rispetto all'edificio tripartito. A una quota ancora superiore venne trovata una continuazione della gradinata del foro nel lato est, che indica che una rampa di almeno 20 gradini doveva portare ad un edificio su due piani adiacente a quello tripartito. La datazione della messa in opera della pavimentazione forense è ormai sicura, e si colloca tra il 50 e il 100 d.C., in età flavia. Tale pavimentazione, infatti, si può datare per mezzo di una canaletta che scarica l'acqua dal vano 3 verso la pavimentazione stessa. Sia i reperti ceramici sia quelli numismatici datano la costruzione della canaletta nel vano 3 in età flavia.

Planimetrie della fase augustea dell’edificio tripartito
Planimetrie della fase augustea dell’edificio tripartito

Inoltre per la costruzione della canaletta viene utilizzato lo stesso materiale, le lastre di calcare, utilizzato per la pavimentazione del foro. Gli scavi hanno portato alla luce anche un podio costruito in mattoni, che è sicuramente servito come base per una statua onoraria. Dal momento che scavi precedenti hanno riportato in luce un'iscrizione che menziona Minerva Augusta, nel vano centrale, è altamente possibile che l'edificio tripartito sia un capitolium, dedicato a Giove, Giunone e Minerva. Tracce di intonaco bianco indicano che la facciata dell'edificio ne era rivestita, creando una superficie riflettente tipica dei templi romani.

La pavimentazione del foro in lastra calcaree
La pavimentazione del foro in lastra calcaree
Gradinata di accesso all’edificio tripartito dal foro
Gradinata di accesso all’edificio tripartito dal foro

Le successive due fasi si datano nel II secolo d.C., quando l'edificio viene ricostruito, ingrandito e maggiormente decorato.

La distruzione e di conseguenza la spogliazione di questo complesso avvenne nella prima metà del III secolo d.C. Lungo tutto il fronte dell'edificio tripartito sono stati rinvenuti due strati sovrapposti scavati in tre differenti anni, e si trovano leggermente al di sotto di quella che doveva essere la quota dell'anticamera. Tutti gli strati coincidono per cronologia, composizione e quota e sono da riferire ad attività di spogliazione, essendo composti da macerie. La datazione che se ne ricava si pone entro la metà del III secolo d.C. Lo stesso discorso vale per la spogliazione della pavimentazione dei tra vani, che indicano uno o, più probabilmente, due momenti di spogliazione, durante i quali vengono distrutti i pavimenti e i muri del complesso.

Planimetria generale dell’edificio tripartito
Planimetria generale dell’edificio tripartito

In verità la sistematica spogliazione e la distruzione della statuaria sono testimoniati dalla grande quantità di materiale gettato nella canaletta ellenistica negli anni 230-250 d.C., tra cui troviamo anche una statua di marmo di dimensioni corrispondenti al vero, datata tra la metà e la fine del II secolo d.C. (vd. 4.04.05) come altri frammenti di sculture e più di una tonnellata di ceramica. Il fatto che il pavimento del foro venga risparmiato suggerisce che questa attività di spoglio fosse rivolta al solo edificio tripartito, mentre la piazza forense stessa rimase in funzione, con il pavimento che è giunto intatto. L'improvvisa distruzione del complesso tripartito, che risparmia il pavimento della piazza forense, fa pensare all'ipotesi di un cataclisma, come ad esempio un terremoto, che distruggendo l'edificio diede il via alla spogliazione. Non ci sono testimonianze che indichino una rioccupazione o restauro dell'edificio tripartito nell'età tardoantica. Quello che è dato vedere è uno stato d'abbandono, accompagnato da un lento interro della pavimentazione forense. Ecco perché gli strati immediatamente sopra, che sigillano dunque questa pavimentazione, contengono materiale databile dal III al VI secolo d.C. Il piano di calpestio del VI secolo è dato da un pozzo che parte a 25 centimetri dal piano del foro. Dal VII secolo cominciano ad apparire sepolture dentro e nelle immediate vicinanze del edificio tripartito. Lo strato dell'occupazione di VI secolo si trova coperto sotto consistenti strati archeologici con materiali di VI e VII secolo e successivi. Si tratta di accumuli di terra dilavata dall'acropoli, in un lasso di tempo databile tra VII e XIX secolo d.C., quando la città di Butrinto era abbandonata.

L'area venne occupata di nuovo nel X secolo, come testimonia un altro pozzo e altre strutture, e questa occupazione continuò fino al XVI secolo. Sepolture ascrivibili all'ultima fase fanno pensare alla creazione in quest'area di un cimitero, da mettere probabilmente in relazione con una chiesa bizantina non ancora identificata.

Statua in marmo trovata nell’area del foto
Statua in marmo trovata nell’area del foto
Tombe tarde nell’area dell’edificio tripartito
Tombe tarde nell’area dell’edificio tripartito

Questo contenuto fa parte del volume:
Groma 1. Archeologia tra Piceno, Dalmazia ed Epiro

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