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Collana OttocentoDuemila, Storie dal territorio, 2

Il "modello emiliano" nella storia d'Italia. Tra culture politiche e pratiche di governo locale
Carlo De Maria (ed.)

(BraDypUS Communicating Cultural Heritage, Bologna 2014)

Pensando alle domande dell’oggi e alle possibilità per il futuro, questo volume ci dice che il modello emiliano, inteso come laboratorio regionale, non nasce e non muore con il Pci; e nello stesso tempo non si esaurisce nella dimensione economica e produttiva della piccola impresa e del distretto industriale. Storicamente il “modello” ha origine, tra Otto e Novecento, dal nucleo delle autonomie locali e sociali, nella trama delle istituzioni territoriali e nelle forme dell’associazionismo popolare. Dal punto di vista progettuale vive probabilmente il suo momento più intenso con il regionalismo dei primi anni Settanta del Novecento, quando l’espressione “modello emiliano” entra effettivamente nell’uso pubblico. La sua crisi si manifesta in primo luogo sul versante istituzionale (il declino della programmazione “democratica” e decentrata) e il suo rilancio – o, se si vuole, la nascita di un nuovo modello emiliano-romagnolo – può avvenire proprio sul terreno dei rapporti tra Regione e realtà locali, all’interno di uno scenario che con le unioni dei comuni, le fusioni e la riorganizzazione territoriale sta cambiando profondamente, e che pertanto necessita più che mai di una Regione che sappia costruire “visioni coesive”.

Carlo De Maria (Bologna, 1974) svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna e presiede l’associazione di ricerca storica Clionet. Collabora con l'Istituto di ricerche economiche e sociali (Ires) Emilia-Romagna. Nel 2013 ha conseguito l’Abilitazione scientifica nazionale alla docenza universitaria come Professore associato di Storia contemporanea e di Storia delle dottrine e delle istituzioni politiche. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni sui temi della storia del socialismo, dell’associazionismo popolare, delle autonomie e dell’intervento sociale. Nel 2009 ha vinto il premio Anci-Storia con il volume Alessandro Schiavi. Dal riformismo municipale alla federazione europea dei comuni (Clueb).


Indice

  • Introduzione. Il “laboratorio” emiliano-romagnolo dalle origini del movimento socialista a oggi, Carlo De Maria

  • Comunità locali e protagonismo istituzionale. Pratiche dell’innovazione sociale a Reggio Emilia (1888-1978), Alberto Ferraboschi

  • Politiche sociali e sanitarie a Modena: la Grande guerra come punto di svolta, Fabio Montella

  • Il modello emiliano nella Lega dei comuni: continuità e contraddizioni del progetto riformista di Zanardi e Dozza nel movimento comunale italiano, Oscar Gaspari

  • Il Pci, l’Emilia, il Piano Marshall. Spunti per una riflessione, Emanuele Bernardi

  • Tra rinnovamento e continuità. La politica delle alleanze sociali negli archivi del Pci emiliano-romagnolo (1972-79), Sebastiano Giordani

  • Politica urbanistica e modello emiliano, Vanni Bulgarelli

  • Origini e sviluppo del welfare emiliano. Un’analisi comparata nel panorama nazionale, Matteo Troilo

  • Tra lavoro e welfare: il contributo femminile alla costruzione del modello emiliano, Eloisa Betti

  • Lo sviluppo del movimento cooperativo in Emilia-Romagna, Tito Menzani

  • Il sistema delle piccole imprese, Alberto Rinaldi

  • Il modello emiliano e il Settantasette, Antonio Senta

  • Il modello emiliano dall’Italia repubblicana all’Unione europea, Sante Cruciani

  • Gli autori

  • Indice dei nomi
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