Gli scavi sulla pianura di Vrina

4.04.03. La piana di Vrina

Oliver Gilkes

Nel 2001 venne intrapreso un progetto di indagini archeologiche nella piana di Vrina, davanti a Butrinto dall'altra parte del canale di Vivari, per cercare in primo luogo di capire se lo sviluppo di quest'area potesse essere messo in diretta relazione con la deduzione coloniale da parte di Augusto nella città di Butrinto.

Mentre la presenza di una fase coloniale dal punto di vista delle attestazioni archeologiche è ancora in dubbio, siamo ormai certi che la vita di questa area comincia già in età preromana, come indicano alcune strade, complessi rurali (fattorie) e altre tracce. Da un certo momento, però, il paesaggio preesistente venne completamente rimodellato attraverso l'impianto della centuriazione. Noi pensiamo che questa attività di pianificazione e organizzazione del territorio si debba mettere in relazione con la deduzione della colonia di Butrinto e con i conseguenti spostamenti di popolazione. L'estesa e profonda romanizzazione della città di Butrinto ci è attestata infatti largamente sia dalle fonti letterarie, sia dai resti archeologici.

[[figure caption="Tracce della centuriazione nella piana di Vrina"]]books/groma1/Fig.4.04.03.01.jpg[[/figure]]

Il paesaggio che ci si aspettava di trovare nella pianura di Vrina, con una serie di ville, case cittadine, terme, strade e piazze, se anche fosse esistito, è esistito per un certo periodo, e venne presto sostituito da una serie di ville, una delle quali è di dimensioni nettamente maggiori rispetto alle altre.

La sua interpretazione è ancora incerta, dal momento che le sue dimensioni superano di gran lunga qualsiasi altro complesso simile della regione. La scoperta di questa immensa domus ci ha chiarito anche altri elementi della topografia antica della pianura. Il grande complesso termale viene adesso interpretato come strettamente collegato alla villa, con una destinazione privata, dunque e non pubblica. Anche il grande tempio/heroon oggi viene interpretato come un tempio-mausoleo grande e riccamente decorato, collegato alla famiglia proprietaria della domus e inserito nella grande necropoli che si trova nella parte orientale della pianura.

La vita nell'area continuò fino alla metà del III secolo d.C. In questo momento si ha una netta cesura nell'occupazione dell'intera area dell'abitato. Questa crisi la vediamo in atto, nello stesso momento, anche nel foro della città di Butrinto. Come causa di questo abbandono è stato ipotizzato un cataclisma naturale, come per esempio un terremoto, anche se pare che i lavori più recenti possano mettere in crisi questa ipotesi.

Altre ipotesi potranno essere formulate dopo avere completato una definitiva seriazione dei ritrovamenti e delle fasi archeologiche, comunque già da ora è chiaro come nel IV secolo d.C. la piana di Vrina fosse completamente disabitata, come attestano chiaramente le ville e la necropoli completamente abbandonate. La vita nel sito riprese, segnando l'inizio di una fase completamente nuova per l'intera città, con la costruzione di un nuovo grande complesso basilicale, la cui interpretazione porterà sicuramente a nuove discussioni.

[[figure caption="Ricostruzione degli abitati di Butrinto e Vrina nella prima età imperiale"]]books/groma1/Fig.4.04.03.02.jpg[[/figure]] [[figure caption="Foto aerea della villa grande di Vrina"]]books/groma1/Fig.4.04.03.03.jpg[[/figure]] [[figure caption="Planimetria del tempio/heroon"]]books/groma1/Fig.4.04.03.04.jpg[[/figure]] [[figure caption="Ricostruzione della facciata del tempio/heroon"]]books/groma1/Fig.4.04.03.05.jpg[[/figure]]